Noi siamo quello che pensiamo: Scopri perché

“Siamo quello che pensiamo”, ovvero, i nostri pensieri, rappresentano la nostra realtà, il nostro modo di essere e di interagire con gli altri.

I nostri pensieri, dicono tutto di noi;

Chi siamo stati, chi siamo oggi e chi saremo domani.

Sin dai primi anni di vita, ci sono stati inculcati atteggiamenti, modi di fare e di pensare, che hanno programmato il nostro meccanismo cerebrale.

IL genitore, con atteggiamenti del tipo “non toccare”, “vieni via da lì”, “non puoi fare questa cosa”, innesca modelli di abitudine negativi al bambino.

Questi modelli negativi, inducono il bambino a credere di non essere in grado di poter fare, toccare quelle cose, di conseguenza, non avere approvazione dai genitori.

“Se faccio così, vado bene a mamma”, ” devo fare questa cosa, così mi voglio bene”. In questo modo, il bambino, cresce cercando di diventare quello che i suoi genitori vorrebbero, sul modello delle loro aspettative e convinzioni.

I traumi subiti, infatti, rappresentano la giustificazione valida per non approcciare mai più a quella determinata cosa.

Aver avuto un incidente in acqua, ci indurrà ad aver paura dell’acqua per l’intera vita, aver provato un senso di smarrimento da un’altezza, ci indurrà a non affacciarci mai più da un balcone alto.

Il fatto di essere andati male in matematica, ci ha fatto credere di non poter mai essere in grado di approcciare alla materia. E così via.

Noi siamo quello che pensiamo, in ogni evenienza. Rappresentiamo la somma dei nostri pensieri, ed agiamo di conseguenza

Diventiamo ciò a cui crediamo. Siamo quello che pensiamo.

La crescita, avviene sulla base di credenze inculcate e convinzioni altrui.

Noi esseri umani, siamo la macchina perfetta per le aspettative degli altri. Siamo l’insieme di limiti che ci sono stati fatti credere, a cui abbiamo creduto.

I nostri pensieri, dunque, rappresentano l’insieme di tutte le cose che riteniamo giuste o sbagliate per opinioni e credenze di altri e schemi già prestabiliti.

Il nostro modo di pensare, quindi, è il risultato di tutti i sistemi acquisiti sin dalla nascita. Tutte le nostre credenze, sono la base, il fulcro, di ciò che riusciamo ad essere, a diventare.

Siamo quello che pensiamo e ci aspettiamo da noi stessi.

Dato che noi siamo quello che pensiamo, di conseguenza, anche i risultati che otteniamo, rappresentano i nostri pensieri.

Infatti, i nostri fallimenti, derivano proprio dalle nostre credenze.

Ma cosa vuol dire?

Se dovessimo fare un colloquio di lavoro, per il quale non ci riteniamo all’altezza o abbiamo la convinzione che quel lavoro sia troppo complicato, sicuramente, le possibilità di ottenere quel lavoro si ridurranno al minimo.

Questo accade poiché, le nostre convinzioni, ci spingono a credere che siamo troppo poco per quel lavoro, che siamo incapaci.

Dunque, anche se il desiderio di ottenere il lavoro dei sogni è grande, la convinzione di non potercela fare vincerà sul resto. Quindi, quel lavoro, non potrà mai far parte della nostra vita, poiché, per una sconosciuta ragione, abbiamo ritenuto di non esserne all’altezza.

Se i nostri pensieri, guidati dalla paura, persistono dentro di noi, la nostra realtà, sarà una continuo fallimento.

Dunque, le aspettative che abbiamo su noi stessi, sono direttamente proporzionali a ciò che pensiamo di diventare.

Sei tu a scegliere cosa pensare.

Molte persone, non danno importanza al fatto che ognuno di noi, è in grado di decidere chi essere, con la propria forza e determinazione.

Spesso, molti si lamentano di non essere riusciti in qualcosa, di non essere compensati per il proprio lavoro, ma non fanno nulla per cambiare le cose.

Il tuo autoconcetto, deve essere uniforme al tuo essere, se ciò che pensi di te stesso, ti convince del fatto che non puoi avere di più, hai permesso alle tue credenze di vincere sulla tua persona.

La realtà esterna, è la rappresentazione di ciò che avviene dentro di noi, come se fosse un filo indissolubile che parte dalla mente fino ad arrivare alle cose materiali.

Se tu credi di non riuscire ad ottenere ciò che davvero ti renderebbe felice, allora, non farai nulla per girare le cose a tuo favore, poiché sarai tu il primo a non crederci.

Devi credere che possa succedere, solo allora succederà.

Credere che qualcosa possa accadere, significa che ti aspetti quel determinato risultato, di conseguenza le tue azioni, spinte dalla tua credenza, agiranno sempre affinché quella cosa possa verificarsi.

In caso contrario, il non credere che un evento possa volgersi a tuo favore, ti porterà ad agire in modo da non ottenere il risultato desiderato.

Noi siamo la somma dei nostri pensieri, siamo la conseguenza di ciò che ci è stato imposto di credere

Il desiderio di qualcosa, non coincide sempre con l’aspettarsi quella cosa.

Se tutte le tue aspettative, mosse da una valida motivazione, si uniformassero al tuo desiderio, portandoti a credere che tu possa riuscire nell’intento, allora non ci sarà nulla ad impedirti di raggiungere il tuo obiettivo.

Il tuo modo di pensare, dice chi sei. Tu, sei la somma di tutti i tuoi pensieri, delle tue convinzioni. Crea i tuoi pensieri a modo tuo, prendi il controllo di questi.

Se la tua realtà non ti piace, non dare la colpa agli eventi, ma a te stesso. Tu, hai deciso cosa essere, a cosa credere. Dunque, fino a che non cambierai il tuo modo di pensare, sarai sicuro di non potercela fare, ed è un vero peccato.

Noi siamo quello che pensiamo, i nostri pensieri siamo noi.

Se la tua realtà non coincide con il tuo pensiero, vuol dire che non hai fatto abbastanza.

Osa, scegli, agisci.

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3 commenti

  1. […] Il pensiero limitante, si instaura in te sin dai tempi della scuola, sin da quando la maestra di matematica sostenne che non eri poi così bravo. Dentro di te, è scattato quel naturale meccanismo, per il quale tu hai creduto fino ad oggi di non essere bravo in matematica. […]

  2. […] uomo è la somma dei suoi pensieri e convinzioni, di conseguenza, se questi pensieri vengono modificati alla base, è possibile […]

  3. […] Tutto ciò che accade al di fuori di noi, non è nient’altro che un’estensione della nostra personalità. Noi siamo quello che pensiamo. […]

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