La razionalità limitata, è l’idea che, durante un processo decisionale, la razionalità di un individuo, è limitata dalle informazioni che possiede, dai limiti cognitivi della sua mente e dall’ammontare finito di tempo che egli ha a disposizione.

Il termine razionalità, deriva dal latino “ratio”, ragione, intelletto. La ragione è l’elemento funzionale dell’intelletto umano, con il suo operare logico fa deduzioni con rigore matematico, ed i risultati sono gli stessi ogni qual volta si compie la medesima procedura.

Gli individui fissano un livello di soddisfacimento, selezionano la prima scelta che consente loro di raggiungere il livello atteso con una certa probabilità. Gli attori sono intenzionalmente razionali, ma vincolati da limitate capacità cognitive e da informazioni incomplete.

Capita a tutti di trovarci immersi in una decisione da prendere, e fare di tutto affinché questa decisione sia soddisfacente per i nostri obiettivi. Ma non è sempre semplice.

Esistono diversi fattori che entrano in gioco nel momento in cui vogliamo prendere una decisione; il pensiero di altre persone, le forti emozioni, le condizioni contestuali e la mancata conoscenza di tutte le alternative possibili. Dunque per tutte queste ragioni, ogni nostra scelta è caratterizzata da una razionalità limitata.

La capacità della mente umana di risolvere i problemi, è molto ridotta rispetto alle dimensioni dei problemi da risolvere e le influenze esterne o emozionali, incidono in grosso modo sulla ragione.

La razionalità limitata è il concetto che spiega che ogni decisione non è mai completamente onnisciente

La razionalità limitata di Herbert Simon

Herbert Simon è il padre fondatore della razionalità limitata. Egli smonta completamente l’idea del modello razionale dei suoi antecessori, sostenendo che:

  • L’uomo ha una conoscenza limitata delle alternative possibili.
  • Non è onnisciente di ogni situazione.
  • Ha limiti temporali nel prendere decisioni rispetto ad una situazione complessa.
  • Non può conoscere gli esiti futuri delle sue decisioni.

“La razionalità presuppone una totale conoscenza e anticipazione delle conseguenze che seguono ogni scelta”.

La razionalità richiede una scelta tra tutti i possibili comportamenti alternativi. Nel comportamento reale, solo pochissime tra queste alternative, vengono in mente”.

Partendo da questo presupposto, quindi, Simon sostiene che ogni essere umano, non potrà mai essere completamente razionale nelle sue decisioni.

Oltre al fatto che ogni persona non è onnisciente circa le alternative possibili, si aggiunge anche la dinamica delle forti emozioni.

Le persone provano emozioni, talvolta così intense, che agiscono e influenzano la scelta razionale.

Le emozioni sulle decisioni 

Sei un essere dotato di “ratio”, nelle tue decisioni cerchi sempre di trovare l’alternativa migliore, ma solo per il momento che stai vivendo. Non è possibile conoscere cosa sarai tra un anno o due, proprio per questo ogni tua decisione non sarà mai pienamente razionale. 

Le tue emozioni condizioneranno sempre le tue scelte, ma questo non è un male. Se fossimo persone dotate solo di ragione, a quest’ora saremmo perfetti robot, ma non è questo quello che vogliamo.

Abbiamo la fortuna di provare sensazioni, emozioni, e questo non deve spaventarci. Anche se questo comporta il fatto di prendere decisioni non completamente razionali, non significa che stiamo sbagliando.

Siamo arrivati a comprendere che, anche se pensi di aver preso una decisone razionalmente, non è così. Non puoi conoscere le alternative possibili, non puoi valutare totalmente una situazione, non puoi conoscere le infinite conseguenze che ha quella decisione. Ma puoi decidere ciò che è meglio per te per quello che conosci, per quello che provi, che percepisci.

La decisione migliore non è quella oggettivamente giusta in base a dei criteri incalcolabili, ma quella che nonostante le mille ignote conseguenze, ti fa stare bene, e che con il passare del tempo, se pensassi di tornare indietro, RIFARESTI.

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